Odisseo piange quando sente l'aedo Demodoco
Autore sconosciuto
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Versione Tradotta
Dopo la distruzione di Troia, l'aedo Demodoco canta nella grande sala; ma Odisseo si scioglie in lacrime. Infatti, piange, e le lacrime bagnano le sue guance. Le lacrime dello straniero sfuggono agli occhi della folla, ma Alcinoo siede vicino ad Odisseo e ascolta i suoi lamenti. Subito Alcinoo dice: "Demodoco, interrompi il canto; perché infatti non tutti sono contenti. Non sentite, compagni? Quando Demodoco smette, anche Ulisse cessa di lamentarsi. Dunque, o aedo, fermati; così ci rallegriamo tutti insieme, sia gli ospiti sia l'ospite. E tu, straniero, racconta il tuo nome; infatti ogni uomo ha un nome. Non solo: parla anche della tua terra e del tuo popolo. Così potrai tornare a casa. Infatti, abbiamo navi senza timoniere; non hanno timoni, ma intelligenza e occhi. Le navi sono guidate dall'intelligenza; infatti riconosce i desideri dei viaggiatori e le rotte del mare.
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