Il mito di Cibele e Attis
Diodoro Siculo
Versione Greca
μυθολογοῦσι τὸ παλαιὸν γενέσθαι βασιλέα Φρυγίας Μῄονα· γήμαντα δὲ Δινδύμην γεννῆσαι μὲν παιδίον θῆλυ, τρέφειν δ' αὐτὸ μὴ βουλόμενον εἰς ὄρος ἐκθεῖναι (τὸ προσαγορευόμενον Κύβελον). ἐνταῦθα τῷ παιδίῳ κατά τινα θείαν πρόνοιαν τάς τε παρδάλεις καί τινα τῶν ἄλλων τῶν ἀλκῇ διαφερόντων θηρίων παρέχεσθαι τὴν θηλὴν καὶ διατρέφειν, γύναια δέ τινα περὶ τὸν τόπον ποιμαίνοντα κατιδεῖν τὸ γινόμενον, καὶ θαυμάσαντα τὴν περιπέτειαν ἀνελέσθαι τὸ βρέφος, καὶ προσαγορεῦσαι Κυβέλην (ἀπὸ τοῦ τόπου). αὐξομένην δὲ τὴν παῖδα τῷ τε κάλλει καὶ σωφροσύνῃ διενεγκεῖν, ἔτι δὲ συνέσει γενέσθαι θαυμαστήν·
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Versione Tradotta
Narrano i miti che un tempo fu re di Frigia Meione. Avendo sposato Dindima, generò una figlia femmina ma, non volendo allevare la bambina, la abbandonò su una montagna (detta Cibelo). Si racconta che lì, per volontà divina, i leopardi e altre fiere potenti offrirono le loro mammelle alla piccola e la nutrirono. Alcune donne, recatesi a pascolare il gregge in quella zona, videro la scena e, meravigliate da questo straordinario evento, raccolsero la neonata dandole il nome di Cibele. Si narra che cresciuta, la bambina si distingueva per bellezza e saggezza, ed era ammirata anche per la sua intelligenza.
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