Denuncia degli Ermocopiti
Andocide
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Versione Tradotta
Dioclide presenta una denuncia in consiglio, affermando di conoscere gli autori della mutilazione delle Erme e sostenendo che sono circa trecento; riferisce di averli visti casualmente durante un incontro fortuito. Afferma di avere uno schiavo a Laurio incaricato di portargli la rendita, quindi si era alzato prestissimo, confondendosi sull'orario, dato che c'era la luna piena. Giunto all'altezza del propileo di Dioniso, osservò molte persone che scendevano dall'odeion verso l'orchestra. Impaurito, si nascose nell'ombra tra una colonna e la stele dello stratego di bronzo. Notò che gli uomini erano circa trecento e si trovavano disposti in cerchio a gruppi di cinque, dieci o anche venti: grazie alla luce lunare riusciva a distinguere i loro volti e ne riconosceva la maggior parte. Prima di tutto fece questo conteggio – che ritengo un fatto realmente spaventoso – assicurando che in questa vicenda erano coinvolti gli Ateniesi che intendeva accusare, mentre escluse quelli che non voleva coinvolgere. Dopo aver assistito a questi eventi, dice di essere andato a Laurio e il giorno seguente apprese della mutilazione delle Erme; capì subito che i responsabili erano quegli uomini.
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