Splash Greco

Annuncio della vittoria

Autore sconosciuto

Versione Greca

Αγελλω, ο βουλη, την τε νικην και τας σπονδας. Ουκετι γαρ κινδυνευομεν, αλλα βοηθειαν παρεχουσιν αι θεαι τη χωρα· σωζομεθα γαρ ου μονον τη αρετη της ημετερας στρατιας, αλλα και τη βοηθεια και δικαιοσυνη των θεων. Κολαζεται των κορων η αρπαγη, κολαζεται η των κωμων καταστροφη· των γαρ πολεμιων στρατιωτων, οι μεν αποκτεινονται, οι δε εν λιθοτομιαις κλειονται αιχμαλωτοι και την δικην τινουσι πεινε τε και διψη των αμαρτιων αυτων· αλλ'οι πολλοι φευγουσι. Φευγει γαρ η στρατια των πολεμιων. Ουκετι τιμην εχουσιν· η γαρ φυγη σωζει μεν την ψυχην, ατιμιαν δε φερει. Ου γαρ ετι φαινονται στρατιωται, αλλ'υβρισται και λησται.

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Versione Tradotta

Annuncio, o Bule, la vittoria e le libagioni. Difatti non siamo più in pericolo, perché le dee offrono assistenza alla nazione; siamo salvi infatti non solo grazie al coraggio del nostro esercito, ma anche per l'aiuto e per la giustizia degli dei. Il saccheggio commesso dai soldati è punito, così come la distruzione dei villaggi: alcuni fra i soldati nemici sono uccisi, altri prigionieri nelle cave di pietra scontano il loro errore con fame e sete; ma molti fuggono. L'esercito nemico infatti si è disperso. Non più timore; perché la fuga salva la vita a costo del disonore. Infatti non sembrano più soldati, bensì prepotenti e ladri.

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