Ares, il dio della guerra
Autore sconosciuto
Versione Greca
Ό Ἅρης τῶν μαχῶν άει μετέχει και προς τούς στρατιώτας επιβλέπει τοις μέν τήν νίκην δΐδωσιν, τοΐς δέ ἧ ήτταν επιφέρει θαυμάζει γάρ τήν μέν τολμάν τε και τήν αρετήν, τήν δέ δειλίαν τε και ανανδρίαν έχθαίρει. Άλλα και ό τῶν μαχῶν δεσπότης τῇ τῆς Αφροδίτης αγλαΐᾳ ύπείκει ή θεά γάρ τήν Άρεος καρδίαν επιθυμίας έμπίμπλησι και τήν ψυχήν αρπάζει οΰτως δέ διά τήν Αφροδίτης θέαν ό ’Άρης και τῶν μαχῶν άμελέει.
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Versione Tradotta
Ares partecipa sempre alle battaglie e osserva attentamente i soldati; ad alcuni concede la vittoria, ad altri infligge la sconfitta; infatti apprezza l’audacia e il coraggio, mentre disprezza la paura e la codardia. Ma anche il signore delle battaglie si abbandona alla bellezza di Afrodite; la dea infatti suscita in Ares desiderio e rapisce la sua anima; così a causa della dea Afrodite, anche Ares trascura le guerre.
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