Avventure degli Argonauti
Autore sconosciuto
Versione Greca
Οι αργοναυτι, πλεοντες νυκτος σφοδρω χειμωνι περιπιπτουσι. Απολλων δε, καθεζομενος επι τας Μελαντειας πετρας, τοξευων τω βελει εις την θαλασσαν κατηστραπτε. Οι δε πλησιον εθεωντο νησον, η προσορμιζομενοι εκ της της νεως εξεβαινον. Ιδρυομενοι δε βωμον Απολλωνoς εθυσιαζον και επι μεγαλην ευωχιαν ετρεποντο. Αι δε χαριεσσαι θεραπαιναι τους αριστεας εσκωπτον μετα πιγνιας. οθεν ετι και νυν εν τη θυσια ταις γυναιξι συνηιες εστι το σκωπτειν. Εντευθεν οι Αργοναυται αναγομενοι εκωλυοντο Κρητη προσισχειν υπο Ταλω ο τερας λεγουσι οι μεν του κἁλμου γενους ειναι, οι δε του Ηφαιστου τεχνημα.
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Versione Tradotta
Gli Argonauti partendo durante la notte si imbattono in una violenta tempesta. Apollo, seduto sugli scogli di Melantea e scagliando frecce con l'arco, fa brillare i fulmini verso il mare e loro vedono un'isola vicina, alla quale ancorano per sbarcare dalla nave. Costruendo poi un altare, sacrificano ad Apollo e si dedicano a un grande banchetto. Le graziose ancelle scherzano con i capi; per questo motivo è comune che le donne scherzino durante i sacrifici anche oggi. Gli Argonauti, salpando da lì, vengono ostacolati nell'approdo a Creta da Talos, un mostro che alcuni considerano di razza bronzo e altri come creazione di Efesto.
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