Bambini che giocano
Autore sconosciuto
Versione Greca
Εν τω παρα την οικιαν παραδεισω καθ' ημεραν παιδιον συν τη αδελφη συμπαιζει η τοις αστραγαλοις η τη σφαιρα η τοις λιθιδιοις ενιοτε μεν τω αλδελφω τοις λιθιδιοις την γηυ τεμνουσι και λεγουσι "Εδε οιχια εστι προσποιουνται ειναι αληθως οι οικεται οικιας, αναριθμα τον παιδιον τα της αδελφης παιγνια εν τω κοιλω δενδρω παρα τη οδω κρυπτει η δε αδελφη τακἁ οργιζεται, κραζει και πανταχου βλεπει, αλλ' ουκ εν τω κοιλω δενδρω. Επει ταχιστα η αδελφη κλαιει, το παιδιον τα παιγνια ανακομιζεται, γελα και λεγει "Ω ματαια, δια το αυτο καθ' ημεραν κλαιεις".
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Versione Tradotta
Nel giardino accanto alla casa, ogni giorno un bambino gioca con la sorella o con gli astragali o a palla o con i ciottoli; a volte suddividono il terreno usando le pietre e dicono al fratello: “Questa è una dimora; noi siamo gli abitanti”. In questo modo fingono di essere realmente gli inquilini della casa, inventano molteplici compiti ed attività e trascorrono l'intera giornata giocando e divertendosi. Talvolta il bambino nasconde i giochi della sorella nell'albero cavo vicino alla strada; la sorella si infuria immediatamente, urla e cerca ovunque, ma non nell'albero cavo. Non appena la sorella comincia a piangere, il bambino riporta in superficie i giocattoli, ride e dice: “Oh stolta, per lo stesso motivo piangi ogni giorno”.
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