Divinità e fiumi venerati dagli uomini
Autore sconosciuto
Versione Greca
Οἱ ἄνθρωποι τιμὰς τοῖς θεοῖς διανέμουσιν· οἱ γὰρ ναῦται τοῖς θαλασσίοις θεοῖς ἐπὶ ἀκλύστου πέτρας πηδάλια ἀνατιθέασιν, οἱ δὲ γεωργοὶ τῷ Διονύσῳ πρέμνον· τῇ δὲ Ἀρτέμιδι ἱεραί εἰσιν αἱ πηγαὶ καὶ αἱ κοῖλαι νάπαι, τοῖς δὲ Ὀλυμπίοις θεοῖς ἱεραί εἰσιν αἱ ὑψηλαὶ κορυφαί, ὡς Ὄλυμπος καὶ Ἴδη. Καὶ ποταμοὶ ἱεροί εἰσι, τοῖς μὲν Αἰγυπτίοις ὁ Νεῖλος, τοῖς δὲ Θετταλοῖς ὁ Πηνειός, τοῖς δὲ Σκύθαις ὁ Ἴστρος, τοῖς δὲ Αἰτωλοῖς ὁ Ἀχελῷος, τοῖς δὲ Ἀθηναίοις ὁ Ἰλισός.
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Versione Tradotta
Le persone mostrano il loro rispetto verso gli dei in diversi modi: ad esempio, i marinai posizionano timoni di pietra come offerta agli dèi marini durante i periodi tranquilli, gli agricoltori dedicano un tronco a Dioniso, mentre fonti sacre e valli boschive sono riservate ad Artemide. Inoltre, le alte cime come l'Olimpo e l'Ida sono considerate sacre agli dèi dell'Olimpo. Anche i fiumi sono ritenuti sacri da alcune culture: il Nilo è sacro per gli Egizi, il Peneo per i Tessali, l'Istro per gli Sciiti, l'Acheloo per gli Etoli e l'Ilisso per gli Ateniesi.
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