Lisia un destino da meteco
Autore sconosciuto
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Cefalo il padre di Lisia si trasferì da Siracusa ad Atene, dove pensava che sarebbe stato accolto benevolmente. Infatti Pericle figlio di Santippe lo persuase, essendo amico ed anche ospite distintosi per ricchezza; come alcuni affermano, fosse stato esiliato da Siracusa, quando era sotto il dominio tirannico di Gelone. Essendosi trasferito ad Atene e offrendo la stessa istruzione ai benestanti ateniesi, divenne un abile oratore, non avendo diritto alla cittadinanza sperava raramente di poter parlare in assemblea e dominarla come desiderava. Dopo che gli Ateniesi mandavano coloni a Sibari, poi chiamata Turi, si recò insieme al fratello maggiore Polemarco per partecipare al sorteggio all'età di 15 anni, e qui rimase ricevendo istruzione da Tisia e Nicia a Siracusa, dopo aver ottenuto una casa ed essendosi iscritto come cittadino libero fino alla campagna militare di Alcibiade contro la Sicilia. Dopo la sconfitta degli Ateniesi, accusato di parlare in attico fu espulso insieme al fratello. Ritornando ad Atene, pur essendo ateniese, gli era proibito partecipare alle assemblee.
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