Carneade: chi era costui
Diogene Laerzio
Versione Greca
Καρνεάδης Φιλοκώμου, Κυρηναῖος, τά τῶν Στωικῶν φιλοσόφων βιβλία άνεγίγνωσκε έπιμελῶς καί μάλιστα τά Χρύσιππού, τοσοῦτον ὣστε έπιλεγειν* «Ἅνευ τῆς σχολῆς τοῦ Χρύσιππου, ούκ ἃν ἧν Καρνεάδης». Φιλόπονος δ’ἃνθρωπος ἧν* τοσοῦτον δ’ ΐσχυεν έν φιλοσοφία ὣστε καί τούς ρήτορας έκβαίνοντας έκ τῶν σχολῶν παρ’ αύτόν ϊεσθαι καί αύτοῦ άκούειν. Ἦν δέ καί μεγαλόφωνος, ὣστε τόν γυμνασίαρχον προσπέμπειν αύτῷ μή οΰτω βοᾶν, λέγοντα, «Δίδος μέτρον φωνῆς». Ὄθεν εύστόχως ήμείβετο λέγων, «Μέτρον ἒχεις τούς άκούοντας».
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Versione Tradotta
Carneade di Cirene, figlio di Filocomo, conosceva approfonditamente i libri dei filosofi Stoici e in particolare quelli di Crisippo, tanto da affermare: "Senza la scuola di Crisippo, non sarei Carneade". Era un uomo assiduo al punto che riusciva in filosofia persino a far venire da lui coloro che erano diventati retori per ascoltarlo. Era anche eloquente tanto che il ginnasiarca gli mandò un messaggio affinché non parlasse troppo forte, dicendo "Dai una misura alla tua voce". In risposta, con abilità gli replicava: "Tu hai dato una misura a coloro che ti ascoltano".
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