Il saggio non rifiuta la vita nè teme la non vita
Epicuro
Versione Greca
ὁ δὲ σοφὸς οὔτε παραιτεῖται τὸ ζῆν› οὔτε φοβεῖται τὸ μὴ ζῆν· οὔτε γὰρ αὐτῶι προσίσταται τὸ ζῆν οὔτε δοξάζεται κακὸν εἶναί τι τὸ μὴ ζῆν. ὥσπερ δὲ τὸ σιτίον οὐ τὸ πλεῖον πάντως ἀλλὰ τὸ ἥδιστον αἱρεῖται, οὕτω καὶ χρόνον οὐ τὸν μήκιστον ἀλλὰ τὸν ἥδιστον καρπίζεται. Ὁ δὲ παραγγέλλων τὸν μὲν νέον καλῶς ζῆν, τὸν δὲ γέροντα καλῶς καταστρέφειν, εὐήθης ἐστὶν οὐ μόνον διὰ τὸ τῆς ζωῆς ἀσπαστόν, ἀλλὰ καὶ διὰ τὸ τὴν αὐτὴν εἶναι μελέτην τοῦ καλῶς ζῆν καὶ τοῦ καλῶς ἀποθνῄσκειν. πολὺ δὲ χείρων καὶ ὁ λέγων καλὸν μὲν μὴ φῦναι, φύντα δ' ὅπως ὤκιστα πύλας Ἀίδαο περῆσαι. εἰ μὲν γὰρ πεποιθὼς τοῦτό φησιν, πῶς οὐκ ἀπέρχεται ἐκ τοῦ ζῆν; ἐν ἑτοίμωι γὰρ αὐτῶι τοῦτ' ἐστίν, εἴπερ ἦν βεβουλευμένον αὐτῶι βεβαίως· εἰ δὲ μωκώμενος, μάταιος ἐν τοῖς οὐκ ἐπιδεχομένοις. Μνημονευτέον δὲ ὡς τὸ μέλλον οὔτε πάντως ἡμέτερον οὔτε πάντως οὐχ ἡμέτερον, ἵνα μήτε πάντως προσμένωμεν ὡς ἐσόμενον μήτε ἀπελπίζωμεν ὡς πάντως οὐκ ἐσόμενον
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Versione Tradotta
Il vero saggio, come vive senza fastidio, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è male il non vivere. Ma come dai cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mal nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte. Se è così convinto, perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece, se lo dice così per dire, fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto estraneo. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente si avveri, né allo stesso modo disperare dell'opposto. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri inutili; fra i naturali, solo alcuni sono propriamente necessari, altri semplicemente naturali. Ma fra i necessari, certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri ancora per la stessa vita. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice. A questo noi indirizziamo ogni nostra azione, per allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato, ogni bufera interna cessa, poiché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa; altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti, proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la sua mancanza. Quando invece non soffriamo, ne abbiamo bisogno. Per questo riteniamo che il piacere sia principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene.
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