Pausania traditore della patria
Licurgo
Versione Greca
Παυσανίαν γὰρ τὸν βασιλέα αὐτῶν προδιδόντα τῷ Πέρσῃ τὴν Ἑλλάδα λαβόντες, ἐπειδὴ ἔφθασε καταφυγὼν εἰς τὸ τῆς Χαλκιοίκου ἱερόν, τὴν θύραν ἀποικοδομήσαντες, καὶ τὴν ὀροφὴν ἀποσκευάσαντες, καὶ κύκλῳ περιστρατοπεδεύσαντες, οὐ πρότερον ἀπῆλθον πρὶν ἢ τῷ λιμῷ ἀπέκτειναν, καὶ πᾶσιν ἐπίσημον ἐποίησαν τὴν τιμωρίαν, ὅτι οὐδ᾽ αἱ παρὰ τῶν θεῶν ἐπικουρίαι τοῖς προδόταις βοηθοῦσιν, εἰκότως: οὐδὲν γὰρ πρότερον ἀδικοῦσιν ἢ περὶ τοὺς θεοὺς ἀσεβοῦσι τῶν πατρίων νομίμων αὐτοὺς ἀποστεροῦντες. μέγιστον δὲ τῶν ἐκεῖ γεγενημένων τεκμήριόν ἐστιν ὃ μέλλω λέγειν: νόμον γὰρ ἔθεντο περὶ ἁπάντων τῶν μὴ 'θελόντων ὑπὲρ τῆς πατρίδος κινδυνεύειν, διαῤῥήδην λέγοντα ἀποθνῄσκειν
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Versione Tradotta
Gli Spartani, dopo aver catturato Pausania sospettato di tradimento, che aveva fuggito trovando rifugio in un tempio, bloccandone l'ingresso e distruggendo il tetto mentre si accampavano all'esterno, non cessarono le ostilità finché non lo costrinsero a morire di fame per vendetta. Questa azione servì da monito che neppure gli dei onorati offrono giusta protezione ai traditori. Infatti, i traditori non hanno torto fino a quando non compiono empietà contro gli dei, negando loro le leggi della patria. È una prova significativa tra quelle stabilite lì: infatti, emanarono una legge che obbligava chi rifiutava di rischiare per la patria alla pena di morte, esponendo il timore più grande degli uomini, rendendo così l'assicurarsi della salvezza in guerra un atto rischioso e vergognoso.
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