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Quando nasce l'erede al trono di Persia

Platone

Versione Greca

ἐπειδὰν δὲ γένηται ὁ παῖς ὁ πρεσβύτατος, οὗπερ ἡ ἀρχή, πρῶτον μὲν ἑορτάζουσι πάντες οἱ ἐν τῇ βασιλέως, ὧν ἂν ἄρχῃ, εἶτα εἰς τὸν ἄλλον χρόνον ταύτῃ τῇ ἡμέρᾳ βασιλέως γενέθλια πᾶσα θύει καὶ ἑορτάζει ἡ Ἀσία· ἡμῶν δὲ γενομένων, τὸ τοῦ κωμῳδοποιοῦ, οὐδ' οἱ γείτονες σφόδρα τι αἰσθάνονται, ὦ Ἀλκιβιάδη. μετὰ τοῦτο τρέφεται ὁ παῖς, οὐχ ὑπὸ γυναικὸς τροφοῦ ὀλίγου ἀξίας, ἀλλ' ὑπ' εὐνούχων οἳ ἂν δοκῶσιν τῶν περὶ βασιλέα ἄριστοι εἶναι· οἷς τά τε ἄλλα προστέτακται ἐπιμέλεσθαι τοῦ γενομένου, καὶ ὅπως ὅτι κάλλιστος ἔσται μηχανᾶσθαι, ἀναπλάττοντας τὰ μέλη τοῦ παιδὸς καὶ κατορθοῦντας· καὶ ταῦτα δρῶντες ἐν μεγάλῃ τιμῇ εἰσιν. ἐπειδὰν δὲ ἑπτέτεις γένωνται οἱ παῖδες, ἐπὶ τοὺς ἵππους καὶ ἐπὶ τοὺς τούτων διδασκάλους φοιτῶσιν, καὶ ἐπὶ τὰς θήρας ἄρχονται ἰέναι. δὶς ἑπτὰ δὲ γενόμενον ἐτῶν τὸν παῖδα παραλαμβάνουσιν οὓς ἐκεῖνοι βασιλείους παιδαγωγοὺς ὀνομάζουσιν· εἰσὶ δὲ ἐξειλεγμένοι Περσῶν οἱ ἄριστοι δόξαντες ἐν ἡλικίᾳ τέτταρες, ὅ τε σοφώτατος καὶ ὁ δικαιότατος καὶ ὁ σωφρονέστατος καὶ ὁ ἀνδρειότατος. ὧν ὁ μὲν μαγείαν τε διδάσκει τὴν Ζωροάστρου τοῦ Ὡρομάζου ‑ ἔστι δὲ τοῦτο θεῶν θεραπεία ‑ διδάσκει δὲ καὶ τὰ βασιλικά, ὁ δὲ δικαιότατος ἀληθεύειν διὰ παντὸς τοῦ βίου, ὁ δὲ σωφρονέστατος μηδ' ὑπὸ μιᾶς ἄρχεσθαι τῶν ἡδονῶν, ἵνα ἐλεύθερος εἶναι ἐθίζηται καὶ ὄντως βασιλεύς, ἄρχων πρῶτον τῶν ἐν αὑτῷ ἀλλὰ μὴ δουλεύων, ὁ δὲ ἀνδρειότατος ἄφοβον καὶ ἀδεᾶ παρασκευάζων, ὡς ὅταν δείσῃ δοῦλον ὄντα· σοὶ δ', ὦ Ἀλκιβιάδη, Περικλῆς ἐπέστησε παιδαγωγὸν τῶν οἰκετῶν τὸν ἀχρειότατον ὑπὸ γήρως, Ζώπυρον τὸν Θρᾷκα

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Versione Tradotta

Quando nasce il primo figlio, l’erede del regno, prima tutti nel regno festeggiano, poi per il resto del tempo fino alla data dell'anniversario, tutta l'Asia celebra con sacrifici e feste il compleanno del re. Invece, quando nasciamo noi, come dice un poeta comico, nemmeno i vicini se ne accorgono affatto, o Alcibiade. Successivamente, il bambino viene cresciuto non da una semplice nutrice, ma da eunuchi selezionati tra i migliori che servono intorno al re. Hanno la responsabilità sia di occuparsi di tutto ciò che riguarda il neonato, sia di assicurarsi che diventi il più bello possibile, modellando e correggendo le membra del bambino: poiché fanno questo, sono grandemente stimati. A sette anni questi giovani iniziano a cavalcare, frequentano istruttori d'equitazione e cominciano la caccia. A quattordici anni il ragazzo viene affidato ai cosiddetti pedagoghi reali: essi vengono scelti tra i quattro Persiani di età avanzata ma ancora validi, ritenuti migliori per sapienza, giustizia, moderazione e coraggio. Di questi, il primo gli insegna la religione zoroastriana di Zoroastro, figlio di Oromasdo (cioè il culto degli dèi) e l'arte del regnare; quello più giusto lo educa a dire sempre la verità per tutta la vita; quello più moderato lo addestra a non lasciarsi dominare da nessun piacere, affinché si abitui a essere libero e un vero re, governando i propri impulsi anziché esserne schiavo; quello più coraggioso lo prepara a essere impavido e audace, perché se avrà paura diventerà uno schiavo. A te invece, o Alcibiade, Pericle ha posto vicino come pedagogo il suo servo più inutile a causa della vecchiaia, Zopiro di Tracia.

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