Conosci te stesso
Platone
Versione Greca
Σχεδον γαρ τι εγωγε αντό τοντό φημι είναι αωφροαννην το γιγνωακειν εαντόν και ξ υμφέρομαι τω εν Λελφοΐς άνα&έντι το τοιοντον γράμμα Και γαρ τοντο οντω μοι δοκεϊ το γράμμα άνακεΐα&αι ως δη προαρησις οναα τον ϋεον των είαιοντων αντί τον χαίρε ώς τοντον μεν ονκ όρΰον όντος τον προσρήματος τον χαίρειν ονδέ δεΐν τοντο παρακελενεβ&αι αλλήλονς άλλα σωφρονεΐν Οντω μεν δη ό ϋ εός προσαγορενΉ τονς είοιοντας εις το ιερόν διαφέρον τι ή ο ι άν&ρωποι ως διανοούμενος άνέ&ηκεν ο άνα&εις ως μοι δοκεϊ και λέγει προς τον άει είσιόντα ονκ άλλο τι η σωφρόνει φηαι ν Αινιγματωδέστερον δε δη ως μάντις λέγει Το γαρ Γνώ&ι σαντον και το σωφρόνει εστί μεν ταντόν ως τα γράμματα φηαι και έγω τάχα & αν τις οίη&ίίη άλλο είναι ο δη μοι δοχοναι πα ϋ εΐν και οι τα ύστερον γράμματα να&εντις το τ ε Μηδεν άγαν και το Έγγνα πάρα δ άτα Και γαρ οντοι ξνμβονλην ωή&τ σαν είναι το Γνω&ι σαν τόν άλλ ον των είσιόντων ένεκεν νπό τον &εον πρόσρησιν είϋ ίνα δη και αφεΐς μηδεν ηττον ξνμ βονλας χρησίμονς άνα&εΐεν ταντα γραψαντες άνέtεσαν
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Versione Tradotta
Io, per me, infatti, affermo sostanzialmente che conoscere se stessi equivale ad assennatezza e sono d'accordo con colui che ha dedicato a Delfi quella celebre iscrizione. Ritengo, infatti, che l'iscrizione sia posta per rappresentare un saluto divino rivolto a chi entra al posto di un semplice "Salve", poiché augurare il benessere non è appropriato e non dobbiamo indirizzarci reciprocamente tale esortazione, ma piuttosto desiderare saggezza. Così, il dio saluta i visitatori del santuario diversamente dagli uomini: con questo pensiero l'offerente fece la dedica, a mio parere; e indica semplicemente al visitatore che entra nel tempio di essere "Saggio". Certamente, usa un linguaggio enigmatico tipico degli oracoli; infatti, "Conosci te stesso" è sinonimo di "Sii saggio", come dimostra l'iscrizione e concordo anch'io, sebbene qualcuno potrebbe dissentire, cosa che, a mio avviso, accadde a chi poi dedicò le iscrizioni "Nulla di troppo" e "Garanzia porta guai". Costoro, infatti, considerarono "Conosci te stesso" come un consiglio piuttosto che come un saluto divino rivolto ai visitatori; quindi offrirono anch'essi suggerimenti simili. L'intento di ciò che sto dicendo, o Socrate, è questo: ti lascio cadere tutto ciò che ho detto prima (forse avevi ragione tu su alcuni punti, oppure io; comunque nessuno dei nostri discorsi era chiaro); ora voglio renderti conto di questo, se non accetti che conoscere se stessi è essenza della saggezza.
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