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Gli spartani si apprestano a invadere l'Attica

Tucidide

Versione Greca

Περικλῆς ὁ Ξανθίππου στρατηγὸς ὢν ᾿Αθηναίων δέκατος αὐτός, ὡς ἔγνω τὴν ἐσβολὴν ἐσομένην, ὑποτοπήσας, ὅτι ᾿Αρχίδαμος αὐτῷ ξένος ὢν ἐτύγχανε, μὴ πολλάκις ἢ αὐτὸς ἰδίᾳ βουλόμενος χαρίζεσθαι τοὺς ἀγροὺς αὐτοῦ παραλίπῃ καὶ μὴ δῃώσῃ, ἢ καὶ Λακεδαιμονίων κελευσάντων ἐπὶ διαβολῇ τῇ ἑαυτοῦ γένηται τοῦτο, ὥσπερ καὶ τὰ ἄγη ἐλαύνειν προεῖπον ἕνεκα ἐκείνου, προηγόρευε τοῖς ᾿Αθηναίοις ἐν τῇ ἐκκλησίᾳ ὅτι ᾿Αρχίδαμος μέν οἱ ξένος εἴη, οὐ μέντοι ἐπὶ κακῷ γε τῆς πόλεως γένοιτο, τοὺς δὲ ἀγροὺς τοὺς ἑαυτοῦ καὶ οἰκίας ἢν ἄρα μὴ δῃώσωσιν οἱ πολέμιοι ὥσπερ καὶ τὰ τῶν ἄλλων, ἀφίησιν αὐτὰ δημόσια εἶναι καὶ μηδεμίαν οἱ ὑποψίαν κατὰ ταῦτα γίγνεσθαι. παρῄνει δὲ καὶ περὶ τῶν παρόντων ἅπερ καὶ πρότερον, παρασκευάζεσθαί τε ἐς τὸν πόλεμον καὶ τὰ ἐκ τῶν ἀγρῶν ἐσκομίζεσθαι, ἔς τε μάχην μὴ ἐπεξιέναι, ἀλλὰ τὴν πόλιν ἐσελθόντας φυλάσσειν, καὶ τὸ ναυτικόν, ᾗπερ ἰσχύουσιν, ἐξαρτύεσθαι, τά τε τῶν ξυμμάχων διὰ χειρὸς ἔχειν, λέγων τὴν ἰσχὺν αὐτοῖς ἀπὸ τούτων εἶναι τῶν χρημάτων τῆς προσόδου, τὰ δὲ πολλὰ τοῦ πολέμου γνώμῃ καὶ χρημάτων περιουσίᾳ κρατεῖσθαι.

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Versione Tradotta

Pericle, figlio di Santippo, che era stratego ad Atene insieme a nove colleghi, appena comprese che l'invasione era imminente, fu colto da un dubbio, ripensando che per puro caso Archidamo era legato a lui da vincoli di ospitalità: che cioè il capo spartano oltrepassasse i suoi poderi e le sue proprietà senza devastarle, sia perché desiderava favorirlo, per l'amicizia personale che esisteva tra loro, sia seguendo un consiglio degli altri Spartani, che in questo modo speravano di attirare su di lui la pubblica diffidenza e il discredito ad Atene: tentativo del resto che avevano già messo in atto, con quella loro richiesta di bandire i responsabili del sacrilegio e i loro parenti. Davanti all'assemblea, Pericle rivelò che Archidamo era stato suo ospite, ma che la città non avrebbe sofferto danni a causa di questa circostanza. Proclamò anzi che se il nemico avesse rispettato le sue campagne e non avesse distrutto le sue case, così come quelle altrui, egli le lasciava al popolo: nessun sospetto doveva insorgere sul suo conto. Aggiunse le solite esortazioni, riguardanti il momento critico che attraversavano: prepararsi alla lotta, trasportare tutto dalla campagna dentro le mura, non battersi in campo aperto, fortificarsi in città e restare vigili nella difesa. Allestire e incrementare la flotta, su cui consisteva la loro forza. Disciplinare con mano ferma le truppe alleate: insisteva nel dimostrare che le basi della loro potenza economica affondavano nelle entrate provenienti dalla lega. La guerra si vince principalmente con l'intelligenza e con il denaro.

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