Un cinquantennio di relativa tranquillità
Tucidide
Versione Greca
Μετὰ ταῦτα δὲ ἤδη γίγνεται οὐ πολλοῖς ἔτεσιν ὕστερον τὰ προειρημένα, τά τε Κερκυραϊκὰ καὶ τὰ Ποτειδεατικὰ καὶ ὅσα πρόφασις τοῦδε τοῦ πολέμου κατέστη. ταῦτα δὲ ξύμπαντα ὅσα ἔπραξαν οἱ Ἕλληνες πρός τε ἀλλήλους καὶ τὸν βάρβαρον ἐγένετο ἐν ἔτεσι πεντήκοντα μάλιστα μεταξὺ τῆς τε Ξέρξου ἀναχωρήσεως καὶ τῆς ἀρχῆς τοῦδε τοῦ πολέμου· ἐν οἷς οἱ Ἀθηναῖοι τήν τε ἀρχὴν ἐγκρατεστέραν κατεστήσαντο καὶ αὐτοὶ ἐπὶ μέγα ἐχώρησαν δυνάμεως, οἱ δὲ Λακεδαιμόνιοι αἰσθόμενοι οὔτε ἐκώλυον εἰ μὴ ἐπὶ βραχύ, ἡσύχαζόν τε τὸ πλέον τοῦ χρόνου, ὄντες μὲν καὶ πρὸ τοῦ μὴ ταχεῖς ἰέναι ἐς τοὺς πολέμους, ἢν μὴ ἀναγκάζωνται, τὸ δέ τι καὶ πολέμοις οἰκείοις ἐξειργόμενοι, πρὶν δὴ ἡ δύναμις τῶν Ἀθηναίων σαφῶς ᾔρετο καὶ τῆς ξυμμαχίας αὐτῶν ἥπτοντο. τότε δὲ οὐκέτι ἀνασχετὸν ἐποιοῦντο, ἀλλ' ἐπιχειρητέα ἐδόκει εἶναι πάσῃ προθυμίᾳ καὶ καθαιρετέα ἡ ἰσχύς, ἢν δύνωνται, ἀραμένοις τόνδε τὸν πόλεμον. αὐτοῖς μὲν οὖν τοῖς Λακεδαιμονίοις διέγνωστο λελύσθαι τε τὰς σπονδὰς καὶ τοὺς Ἀθηναίους ἀδικεῖν, πέμψαντες δὲ ἐς Δελφοὺς ἐπηρώτων τὸν θεὸν εἰ πολεμοῦσιν ἄμεινον ἔσται· ὁ δὲ ἀνεῖλεν αὐτοῖς, ὡς λέγεται, κατὰ κράτος πολεμοῦσι νίκην ἔσεσθαι, καὶ αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητο.
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Versione Tradotta
Dopo queste cose, trascorsero non pochi anni dalle ultime vicende narrate prima, quando si verificarono i casi già menzionati di Corcira e Potidea e gli incidenti che costituirono il motivo dichiarato per lo scoppio di questa guerra. Questo complesso quadro di operazioni militari e politiche, nonché dei rapporti reciproci tra Greci e con popolazioni straniere, si estende nel periodo di circa cinquant'anni che intercorre dalla ritirata di Serse all'esplosione della guerra. Furono anni per Atene d'intensa attività espansiva e fruttuosa con l'ampliamento dell'impero e l'energica organizzazione dello stesso, assieme a un impulso vigoroso all'interno della sua potenza economica e militare. Gli spartani avvertivano questa crescita pericolosa, ma non riuscivano ad opporre limiti duraturi e ostacoli di lunga durata. Preferivano in più occasioni una politica di acquiescenza: non avevano mai posseduto la dote della rapidità nel decidere per una guerra. Occorreva generalmente che fossero costretti senza alternative; e il periodo fu difficile e inquieto per Sparta, sconvolta dalle sommosse interne. Alla fine, però, la potenza d'Atene si era imposta rigogliosa e superba all'attenzione del mondo: persino la loro influenza tradizionale e le alleanze non erano immuni dagli attacchi ateniesi. La situazione critica suggerì agli Spartani che la loro politica passiva era ormai insostenibile; dovevano sferrare, essendo i primi, un'offensiva, impegnandosi con tutte le forze per demolire quella molesta potenza espansiva. Gli Spartani erano giunti alla convinzione che fossero stati violati i patti e che la responsabilità ricadesse su Atene. Inviarono quindi una delegazione a Delfi, per interrogare l'oracolo sulla bontà di iniziare la guerra. Si dice che la risposta fosse concepita così: se avessero profuso ogni sforzo nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro; il dio rivelò che li avrebbe assistiti sempre, sia richiesto che non.
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