Creso cerca la benevolenza di Apollo
Autore sconosciuto
Versione Greca
Κροῖσος μέν, ὁ τῶν Λυδῶν δυνάστης, καὶ τῇ τρυφῇ καὶ τῇ εὐδαιμονίᾳ καὶ τῇ τῆς στρατιᾶς ἀνδρείᾳ κλεινὸς καὶ γνώριμος ἦν. Ἐν δὲ νῷ εἶχε καταλύειν τὴν ἀρχὴν τοῦ Κύρου, τοῦ τῶν Περσῶν δυνάστου. Εὔνουν δὲ καὶ σύμμαχον τὸν ἐν Δελφοῖς θεὸν παρέχεσθαι ἔθελε· διὸ δώροις πλουσίοις τὴν φιλίαν τοῦ θεοῦ ἐζήτεε. Παρεσκεύαζε καὶ εἰς Δελφοὺς ἔπεμπε χρυσᾶς καὶ ἀργυρᾶς φιάλας καὶ ἱμάτια πορφυρᾶ, θαυμαστὰ ἔργα, καὶ σιδηρᾶ ὅπλα καὶ διπλᾶς ζώνας καὶ πορφυρᾶς. Οὕτως ὁ δυνάστης τοῖς Λυδοῖς εὔνουν γίγνεσθαι τὸν θεὸν ἤλπιζε ἀλλὰ ἄνους ἦν ἐπεὶ οἱ ἄνθρωποι τοῖς δώροις τοὺς θεοὺς πείθειν οὐ δύνανται.
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Versione Tradotta
Creso, il sovrano dei Lidi, era famoso e illustre per la vita beata, per la ricchezza e il valore del suo esercito. Aveva in mente di abbattere il potere di Ciro, sovrano dei Persiani. Voleva far diventare bendisposto e alleato il dio a Delfi; perciò cercava l'amicizia del dio con ricchi doni. Preparava e inviava a Delfi coppe d'oro e d'argento, mantelli di porpora, opere straordinarie, e armi di ferro e cinture doppie e porpora. Così il sovrano sperava di ottenere il favore del dio per i Lidi, ma era illuso, poiché gli uomini non possono sedurre gli dèi con i doni.
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